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Dark Angel: solo i soldati migliori vanno nel Posto Alto

4 Aprile 2016 - Serie TV

Max e Ben sullo Space Needle

L’incredibile performance di Jensen Ackles nel ruolo di Ben in Pollo Loco (La Signora Azzurra) aveva talmente impressionato gli autori di Dark Angel che cercarono in tutti i modi di trovare un’idea per poter ancora lavorare con lui. Ecco quindi fare la sua comparsa nella seconda stagione il clone di Ben, 494, poi rinominato da Max, Alec.

Abbiamo avuto modo di vedere quanto l’incontro di Max con Ben dopo più di 10 anni dalla fuga si fosse concluso in modo tragico e sicuramente trovarsi continuamente faccia a faccia con il suo clone, prima a Manticore poi nella vita di tutti i giorni a Seattle, non deve essere stato semplice per lei.
La relazione tra i due infatti non è certo tra le migliori: Max non perde tempo per prendere a male parole Alec per qualsiasi cosa ed Alec da parte sua, con la scanzonatezza e lingua lunga, non facilita le cose.

In The Berrisford Agenda (Missione Segreta) ad Alec, dopo il tentativo di consegna di un pacco insieme a Max, torna alla mente una missione sotto copertura di qualche anno prima, nel ruolo di insegnante di musica della figlia di un fornitore di Manticore, in cui avrebbe dovuto sottrarre importanti documenti all’uomo. Durante l’operazione però si innamora della ragazza e si rifiuta di eseguire l’ordine di uccidere padre e figlia cercando poi di salvare entrambi, avvertendoli. Saranno gli uomini di Manticore a premere l’interruttore dell’esplosivo che lui stesso aveva piazzato sotto l’auto dei due e a riportarlo alla base tutt’altro che contenti del risultato finale.

Alec non si è comportato bene e viene punito. Ma come viene punito un soldato a Manticore che ha fallito la sua missione?

L’episodio Pollo Loco (La Signora Azzurra) della prima stagione ci aveva mostrato quali fossero le storie che gli X5, in particolare Ben, si raccontavano nei dormitori.

BEN: Solo i soldati migliori andranno nel Posto Alto. Quelli che falliscono…sapete cosa gli succede? Spariscono nel Posto Cattivo. Dove ti aprono e bevono il tuo sangue finché sei quasi morto. Poi ti lasciano là per i Nomlies.

Una storia che ha accompagnato Ben anche fuori da Manticore diventando poi il delirio finale di un ragazzo malato:

BEN: Per favore, lo sai che mi faranno. Mi metteranno lì con loro…con i Nomlies. Per favore.

Quello che era una fantasia di Ben si rivela essere quello che accade poi effettivamente ad Alec una volta riportato a Manticore. Ha fallito come soldato, viene ricondizionato (inutilmente) in modo che dimentichi tutto e viene messo lì, in punizione, dove Ben aveva sempre avuto paura di finire: con i Nomlies.

Le Anomalie che animavano i racconti e gli incubi dei bambini a Manticore durante i flashback della prima stagione si rivelano poi essere i vari transumani Joshua, Mole, Dix che animeranno non poco la seconda stagione.

Ma il filo sottile che lega Alec, Ben e anche Max conduce in luogo preciso.
In Pollo Loco (La Signora Azzurra) Max, in cerca di Ben, si ricorda del Posto Alto – a Manticore il tetto dei dormitori – dove i ragazzi si radunavano per lasciare in dono i loro denti caduti alla Signora (un’immagine della Vergine Maria che uno degli inservienti della base aveva loro regalato in un momento di difficoltà) in modo che potesse proteggerli.

Il Posto Alto era anche un luogo dove gli X5 si radunavano lontano dagli sguardi delle guardie e degli aguzzini di Manticore, un luogo di pace, riflessione e ricerca di risposte.
Non è difficile quindi per Max pensare allo Space Needle come al rifugio di Ben, non solo per una mera questione di altezza ma perché quello in un certo senso è il suo Posto Alto.

All’interno del diroccato Space Needle Ben e Max hanno una conversazione molto intensa in cui viene ricordato un terribile avvenimento del loro passato a Manticore: Gli X5 durante un’esercitazione nei boschi hanno picchiato a sangue un uomo credendolo un Nomlie.

BEN: Sei una delle poche persone in grado di capire.
MAX: È qui che ti sbagli. Io non capisco.
BEN: Andiamo, Maxie! Non dirmi che hai dimenticato quel giorno.
MAX: Credimi, ci ho provato.
BEN: Ma non puoi, vero? E vuoi sapere perché? Perché è stato il giorno più esaltante della tua vita. Per un breve istante sei stata quello che dovevi essere…un predatore. Qual’è il problema, Maxie? Hai paura di ricordare?
MAX: Non voglio ricordare.
BEN: Perché ti spaventa? Credo che abbiamo spaventato anche Lydecker quel giorno. Mi ricordo che lo guardavo correre nel bosco. Quanto tempo ci mise Lydecker a contare i secondi. Non aveva alcuna chance. Non ti capita di svegliarti con il cuore in gola?
MAX: Zitto!
BEN: O con il sapore del sangue nella tua bocca?
MAX: Zitto!
BEN: Sei un lupo travestito da pecora, Max! Stai reprimendo i tuoi istinti, ogni minuto di ogni giorno, così nessuno sa cosa sei realmente. Un soldato…un cacciatore…un killer.

Anche Alec in Hello, Goodbye (Amore Impossibile), dopo essere stato fatto fuggire da Max dal carcere dove era stato accusato di un omicidio commesso da Ben, la costringe, chiedendogli di raccontarle che tipo fosse Ben, a riportare alla mente qualcosa che non è mai riuscita a dimenticare.

All’inizio il ricordo di Ben da bambino è quasi dolce e strappa un mezzo sorriso a Max:

MAX: Quando noi due eravamo bambini a Manticore, lui voleva sempre una risposta per tutto. Sai..”perché eravamo lì, che cosa c’era fuori” e si inventava delle fantastiche storie per spiegare le cose. E in qualche modo questo ci faceva sentire amati. Come se non fossimo soli.
ALEC: Era un bravo ragazzo. Cosa è andato storto?
MAX: Dopo che siamo scappati, c’erano troppe cose al mondo per cui non trovava una risposta. Non lo so, lui si è perso.

Poi le cose si fanno più difficili. Max, per la prima volta racconta a qualcuno quello che è accaduto nei boschi di Seattle. Si toglie un peso enorme dallo petto e lo fa con Alec, ma voltandosi, non riuscendo per ovvi motivi a guardarlo in faccia, alla fine scoppia in lacrime venendo poi consolata da lui.

ALEC: Ehi, stai bene?
MAX: Sì, sto bene.
ALEC: Max, cosa c’è?
MAX: Eravamo nel bosco. Lui era ferito e quelli di Manticore ci stavano accerchiando. Lui non voleva tornare là.
ALEC: Il reindottrinamento. O peggio.
MAX: L’ho ucciso. Mi ha chiesto di farlo. E io l’ho fatto. Sono fuggita. Io mi sono salvata. E ho lasciato lì il suo corpo perché lo portassero via.
ALEC: Max, mi dispiace.

Ritroviamo i due la mattina seguente quando Alec lascia l’appartamento di Max con il seguente dialogo che chiarisce finalmente, anche per loro, quelle che sono state le motivazioni di un rapporto fino a quel momento molto complicato.

ALEC: Deve essere dura, eh? Avermi intorno, con la stessa faccia di Ben, a ricordarti cose che vorresti dimenticare.
MAX: Sì. Forse è per questo che a volte sono un pò stronza con te.
ALEC: Può darsi. O forse perché certe volte anche io sono una pigna in culo.

Max ora può andare avanti. Certo, non dimenticherà il passato, ma quando guarderà Alec da ora in poi potrà riconoscere in lui soprattutto un amico con cui condividere il Posto Alto, i propri pensieri e il proprio destino.

ALEC: Ciao Max. Ho pensato tu fossi qui.
MAX: Vengo qui per stare da sola.
ALEC: Lo so, ma considerando tutto quello che è successo oggi, ho pensato che avessimo entrambi bisogno di un amico in questo momento.
MAX: Siediti.
ALEC: Allora vuoi condividere qualche pensiero profondo? Qualche importante considerazione sulla vita?
MAX: Sì. L’amore fa schifo.